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VIVERE BENE IN ARMONIA CON LA NATURA

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IL bello di casa per Guia Medolla e’ : il dettaglio

Prosegue il contest “Il bello di casa è….” e la fotografa Guia Medolla ci propone una riflessione sull’importanza del dettaglio. L’occhio di Guia riporta alla memoria gli interni di quadri in particolare del Seicento, ma i cui temi sono ricorrenti in tutta la pittura con un chiaro riferimento alla casa come luogo del possesso terreno, della natura morta (che sfugge alla dinamicità della vita in movimento), dell’effimero, della caducità della vita e al luogo e spazio della donna. Ovvero la casa come luogo di ricami, di confidenze, di rapporti intessuti con il mondo con il distacco che all’epoca si confaceva alle nobildonne per le quali, stare dietro le finestre era sinonimo di protezione del loro corpo e della loro integrità morale e verginità.

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Tappeti e dintorni

Chi non ha un tappeto in casa? Può essere lo zerbino, lo scendiletto, il tappeto da salotto, il tappeto per il bagno o la cucina e via così. Usiamo il nome tappeto non solo per indicare il tipico tessuto intrecciato da mettere sui pavimenti di una casa, ma anche per dire che qualcuno ci ha messo a terra.
Nell’era del web, il tappeto è sempre più diventato tappetino perchè ospita lo spazio del topo, ovvero del nostro mouse. E’ lui che naviga attraverso la nostra mano come Aladino, ma nella galassia del web e per scendere basta un click.

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Strane architetture

Gli edifici sono espressione di un pensiero, di un modo di porsi al mondo, di rapportarsi con lo spazio, ma anche con il desiderio, con il bisogno dell’uomo di immaginarsi in un mondo diverso da quello naturale e quindi esternare e concretizzare ciò che si ha dentro, nel nostro immaginario. Rompere la regola, sovvertire il canone, muovere lo spazio per aprire finestre a nuovi luoghi possibili è ciò che aiuta l’individuo ad accettare il limite.

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Il bello di casa per la fotografa Sarchini

Il bello di una casa è anche godere del panorama che si può osservare dalle sue finestre, balconi o terrazzi. Lo sappiamo bene da quando il Coronavirus ci ha costretto a vivere rinchiusi. Avere uno sguardo sul mondo, una prospettiva che ci aiuta a portare lo sguardo il più possibile verso l’infinito è un supporto spirituale importante. Il guardare lontano, in qualche misura è come se ci aiutasse ad avere “respiro” infatti è questa la misura che usiamo per capire se qualcuno ci sta troppo vicino usando l’espressione: “non ci lascia respirare”. Lo spazio tra noi è il mondo, del resto, si genera proprio nel momento in cui noi iniziamo a respirare, in altre parole, quando nasciamo e ci separiamo dal corpo di nostra madre. Cos’altro è se non cambiar casa questo passaggio dal corpo materno al mondo? Per il contest IL BELLO DI CASA, la fotografa Donatella Sarchini ci ha invitato a guardare fuori dalla sua finestra.

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L’isola della colpa in libreria

Oggi nella libreria de Il bello di Casa – Un romanzo che apre una serie di quesiti sulla società, la fede, la sessualità. E’ scritto da una coppia, marito e moglie e questo rende persino intrigante cercare di immaginare chi ha scritto alcuni dei personaggi. L’Isola della colpa di Paolo Lagazzi, critico letterario e scrittore e Daniela Tomerini scrittrice e artista, è un libro che vi riserva un colpo di scena finale. Esiste una sola domanda al mondo che accomuna tutti gli esseri umani: “Perché?”. E’ per dare una risposta a questo quesito che sono state compiute le più grandi scoperte della storia, ma anche evidenziati i nostri limiti. L’isola della colpa, attraverso un intreccio di vite, ci invita a riflettere su quanto sia difficile accettare la bellezza nel degrado, quanto sia labile il confine tra l’amore e l’odio, quanto l’invidia possa trasformare l’Uomo e la Fede e non riuscire comunque a silenziare tutte le domande esistenziali.

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La biblioteca a casa

Ma quanto fa casa una libreria? Me la immagino con libri, oggetti anche insignificanti sparsi qua e là, alcuni spazi vuoti, un bicchiere con un fiore, un post attaccato per ricordarsi una cosa e una pila disordinata di giornali con qualche fotografia? Sembra banale, ma se c’è un mobile della casa che racconta di te più di altri è proprio la tua libreria. In un bel libro di Roberto Calasso, scrittore e titolare della casa editrice Adelphi, “Come ordinare una biblioteca” si trovano spunti e riflessioni su cosa rappresenta un biblioteca. Si tratta di una sorta di architettura del pensiero di chi la possiede che testimonia non solo i libri letti, ma anche quelli acquistati e rimasti lì con tutte le nostre buone intenzioni di sfogliargli e leggerli prima o poi. Poi ci sono i libri regalati, quelli della cucina preferita, i manuali per cercare di cavarcela in qualche modo, e qualche foglietto che sbuca sempre come un frammento di memoria.

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