Lavorare bene a casa

Oggi lavorare a casa sta diventando sempre più “normale” e diffuso e richiede una diversa organizzazione del tempo, un diverso senso di responsabilità al progetto aziendale (per la maggiore autonomia e fiducia che necessita con il lavoro a distanza) e uno spazio idoneo nella propria abitazione per poterlo esercitare. Come farlo al meglio? Innazitutto acquisendo una maggiore consapevolezza su ciò che significa.

Lavorare a casa non significa fare smartworking. Spesso i due termini sono utilizzati in modo intercambiabile. Il lavoro a casa esisteva anche prima dello smartworking ed era una prerogativa prevalentemente femminile. Le donne sono sempre state brave a conciliare lavoro e famiglia e lo facevano svolgendo lavori sia letterari come tradurre e scrivere, sia manuali che artigianali, come le sarte e le parrucchiere. Il concetto di smartworking presuppone un’organizzazione esterna, l’azienda, che organizza il lavoro dei dipendenti senza l’obbligo di presenza in azienda tutti i giorni e permette di svolgerlo con grande flessibilità. Si è reso possibile e si è potenziato con le moderne tecnologie e si differenzia anche dal “telelavoro”, termine ormai poco utilizzato, perchè era una forma specifica di distribuzione del lavoro (per saperne di più dal punto di vista giuridico consiglio l’articolo dello studio Balsamo).

Ricavare all’interno delle case contemporanee, sempre più piccole in città e, del resto, sono proprio le città i maggiori punti di aggregazione di persone e lavoratori, in particolare dei servizi, non è facile. Pertanto se avete una stanza da adibire ad ufficio il problema è facilmente risolvibile. In caso contrario, lavorare a casa significa crearsi anche un piccolo corner dove poter appoggiare il proprio computer e le proprie “carte”.

Lo spazio abitativo si sta rivoluzionando e in rete si scatenano le proposte di design d’interni per soddisfare questa domanda. Non solo, il bisogno di ridurre l’inquinamento atmosferico sta stimolando gli urbanisti e architetti a progettare spazi condominiali con locali condivisi per servizi nuovi dalla palestra, all’ufficio, al locale per le feste, all’orto condominiale. L’obiettivo non è creare “chiusure”, ma zone di confort per le primarie necessità dell’uomo contemporaneo.

Ecco alcuni suggerimenti da evitare:

lavorare sul divano

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fare la riunione senza crearsi un piccolo corner sonoro e visivo, in questo caso, possono essere utili i paraventi. In commercio ce ne sono diversi, anche d’artista, come quello in foto di Emilio Tadini o fonoassorbenti (vedi) . All’occorrenza si possono chiudere senza problemi di spazio. Si tratta di un accessorio d’arredo che assolve a nuove esigenze della casa contemporanea che ha spazi sempre più flessibili.

Cercare di lavorare vicino ad una finestra perchè la luce naturale aiuta anche l’umore tanto quanto avere accanto a voi una pianta, del verde da vedere fuori dalla finestra. La finestra è anche uno strumento utile per la vista perchè stando molte ore al computer è importante intervallare la visione alla stessa distanza con una visione a distanze differenti pertanto, se la finestra vi offre un panorama, un’apertura verso l’orizzonte, questo è molto utile per la salute dei vostri occhi.

Se volete suggerimenti su come allestire in modo funzionale la scrivania vi consiglio questi due articoli:

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giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

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