Case museo cosa sono e offrono

Esiste una tipologia di musei chiamate Casa Museo, si tratta di luoghi che racchiudono una storia e ce ne sono diverse in tutto il mondo. All’interno di ICOM (International Council of Museums) è stato costituito, alla fine degli anni 90, il Comitato Internazionale Dimore Storiche Museo (DEMHIST) con l’intento di tracciare un profilo di molte realtà museali nel mondo che non sono riconducili alla caratteristiche delle sedi istituzionali deputate a grandi esposizioni, ma per lo più sono luoghi di testimonianza. Tra i fondatori di questo comitato Rosanna Pavoni, che ha diretto per anni il Bagatti Valsecchi di Milano e ideato il circuito Storie Milanesi che oggi raccoglie 17 Case Museo della città.

Le Case Museo sono state ripartite in nove categorie (vedi) e comprendono realtà molto diverse tra loro per tipologia di proposta espositiva, ma anche per organizzazione. Spesso si tratta di luoghi privati, altre volte gestite da associazioni o da intere comunità che scelgono di dare valore a una peculiarità del loro territorio.

Non sempre si tratta di luoghi di valore artistico e con oggetti di valore all’internospiega Rosana Pavoni a volte sono semplicemente luoghi della memoria di eventi, di periodi storici, di stili di vita e per questo si trasformano in proposte culturali insostituibili di cui conservare il valore. Ci sono spesso situazioni in cui intere comunità allestiscono un luogo con i loro oggetti personali per offrire testimonianza al mondo di un vissuto particolare, di una storia. Sono patrimoni non sempre noti al grande pubblico, ma da valorizzare e che meritano attenzione “.

Le Case Museo sono innanzitutto dimore di testimonianza e quindi di valore storico-antropologico-culturale. Nella maggior parte dei casi non danno ai visitatori quella sensazione di straordinarietà o, ancor più di distacco, rispetto alla vita di tutti i giorni e quindi attirano anche un pubblico più vasto per tipologia d’interessi. Pensiamo ai musei che riproducono lo stile di vita contadino, o che raccontano lo stile architettonico tipico di un luogo come potrebbero essere i trulli di Alberobello o le case Walser ai piedi del Monterosa.

La fruibilità delle Case Museo è diversa rispetto a quella dei grandi museiprecisa Rosanna Pavoniil pubblico si ritrova spesso in contesti noti, come una camera da letto, un atelier, una bottega e riesce facilmente a immaginarne la storia. Oggi esistono case museo anche con specificità che offrono percorsi guidati di grande fascino e l’offerta al pubblico diventa sempre più ricca di esperienze e spunti di riflessione“.

In Italia non è mai stato fatto un censimento delle case museo e non esistono norme che le definiscono. Da una parte questo comporta un vuoto normativo che non permette a questi luoghi di esser supportati da risorse (spesso si sostengono esclusivamente grazie a donazioni di privati o volontari), ma d’altra parte, questa assenza di normativa, permette di ampliare l’offerta di approfondimento e accessibilità al pubblico di molti contesti che, diversamente, non potrebbero essere accessibili senza la libertà dei cittadini di organizzarsi per offrire una proposta culturale.

Non esistono norme che regolamentano le case museoprecisa Rosanna Pavoni e si dovrebbe lavorare su questo. Di certo si tratta di realtà culturali su cui la pandemia ha inferto il maggior danno e non solo in termini economici. Molti di questi luoghi sono spazi piccoli e autogestisti che non potranno più accogliere certe attività per ragioni sanitarie, non potranno incontrare le scuole, nè realizzare eventi e questo può costituire una perdita culturale di cui dobbiamo tenere conto”. Non possiamo dunque che lanciare un appello alle persone per tutelare e riappropriarsi del loro valore. Anche piccoli musei, del resto, danno il loro contributo alla comunità non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico. Esistono piccoli borghi che si sono valorizzati grazie alla cura delle loro peculiarità storiche e attirano turismo culturale offrendo opportunità di lavoro ad altre attività collaterali come alberghi, bar, ristoranti.

A Milano Rosanna Pavoni ha ideato, con Fondazione Pini, una rete di case museo molto particolare estendendo il concetto di Casa Museo comprendendo anche luoghi di scrittori, pittori, designer: Storiemilanesi.

A Milano esisteva già un rete di case museo costituita da dimore di collezionisti (Villa Necchi, Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi, Boschi di Stefano)spiega Rosanna – ed io ho pensato di creare un circuito narrativo che includesse anche atelier di artisti, designer, scrittori. Così abbiamo narrato questi luoghi con l’aiuto dello scrittore Gianni Biondillo e creato una sorta di tessitura culturale fatta di persone che hanno fatto la storia artistica e culturale di questa città aprendosi alla città stessa. Questo processo l’ho immaginato come uno sguardo sul mondo semplicemente affacciato alla loro finestra”.

Oggi storie milanesi raccoglie varie Case Museo a cui si è aggiunta di recente la casa di Gae Aulenti.

Rosanna Pavoni ha sintetizzato il suo lavoro di ricerca sulle Case Museo in Italia in un libro e tutti potete trovare approfondimenti su queste realtà anche sul sito Casemuseoitalia.org.

Le nove tipologie di casemuseo

Case di uomini illustri , abitazioni di scrittori, artisti, musicisti, politici, eroi militari…. , cioè di personaggi famosi internazionalmente o in grado di
incarnare localmente i valori e le qualità in cui la comunità si riconosce e attraverso cui si presenta


Case di collezionisti, dimore volute, ideate, arredate da collezionisti, e dunque documenti del gusto del collezionare e dell’abitare di un determinato periodo
storico


Case della Bellezza, dimore dove la prima ragione per l’esistenza del museo è la casa come opera d’arte, vuoi per la struttura architettonica, vuoi per gli
arredi e decori mobili, vuoi per la coerenza complessiva del progetto

Case interpreti di eventi storici, case testimoni di un evento o che rappresentano efficacemente i mutamenti stessi vissuti dalla società nel tempo,
attraverso i cambiamenti della qualità della vita quotidiana e domestica

Case volute da una comunità, case trasformate in museo non per ragioni storiche o artistiche ma perchè la comunità le ha viste come uno strumento in
4 grado di raccontare la propria identità e le radici culturali del territorio in cui si trova

Dimore nobiliari, ville e palazzi dove generazioni di una stessa famiglia o di famiglie che vi si sono succedute hanno lasciato i segni della propria storia
Palazzi reali e luoghi del potere, regge e dimore ormai storicizzate e completamente musealizzate o (come spesso avviene all’estero) ancora
parzialmente utilizzate per l’originaria funzione

Case del clero, monasteri, abbazie e altre residenze ecclesiastiche aperte al pubblico con un uso residenziale sia passato che attuale


Case a carattere etno-antropologico, documenti di un mondo e di una società.

Melina Scalise riproduzione vietata senza citare l’autore o riportare il link.

Pubblicato da

giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

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