Partorire a casa: una scelta di qualita’

Il bello di casa è che oggi si può tornare a partorire a casa in sicurezza e con livelli di qualità elevati grazie alla figura professionale dell’ostetrica. Questa scelta ha avuto un picco di richieste durante il periodo pandemico. Molte mamme si sono rivolte alle ostetriche per evitare l’ospedale ritenuto luogo meno adeguato, non tanto per garantire la sicurezza, quanto la qualità del momento della nascita. Ho voluto indagare l’argomento con Nadia Rovelli, Presidente dell’Ordine delle Ostetriche interprovinciale di Milano, Bergamo, Cremona, Lodi e Brianza, Luana Bellotti, ostetrica associazione Nascere a casa e una mamma Stefania Merlino che ha fondato, con alcune mamme lombarde e degli operatori del settore, il comitato Freedom 4Birth per chiedere alla Regione Lombardia il rimborso (parziale o totale) del parto a domicilio.

Il protocollo sanitario di gestione delle gravidanze oggi conferisce un ruolo primario all’ostetrica rispetto al ginecologo a cui ci si dovrebbe rivolgere solo in caso di anomalie o patologie.

La gravidanza è un evento normale nella vita di una donna – afferma Nadia Rovelli pertanto l’ostetrica si pone il compito di verificare che esistano, per la donna gravida, gli standard di “normalità” sia dal punto di vista sanitario che sociale. Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto molti rischi sono dovuti a condizioni psico-sociali che possono pregiudicare la salute della mamma e del nascituro”.

Una volta, quando si partoriva a casa, l’evento era vissuto all’interno di piccole comunità dove le donne erano affidare alle donne (alle mammane) e alla rete famigliare femminile per assistenza e cura sia prima che durante che dopo il parto. Gli uomini erano esclusi da questo evento che riguardava la donna e le donne. Per i padri era normale aspettare fuori dalla porta della camera da letto e condividere questa esperienza tra uomini.

Oggi si vive in contesti abitativi estesi dove le reti famigliari non sempre sono presenti. Per questa ragione la presenza di una figura come l’ostetrica diventa importante anche per instaurare una relazione di fiducia e di cura con dialogo e confronto tra donne.

Questi dialoghi oggi avvengono durante i corsi pre parto e tutte le occasioni di confronto che si creano anche all’interno delle case per il parto – spiega Luana Bellottisi tratta di strutture, sempre più presenti sul territorio nazionale, che permettono alle donne di partorire in un luogo alternativo alla casa (quando questa non presenta le condizioni ottimali o desiderate dalla donna o dalla coppia). Queste sono case vere e proprie che le donne cominciano a frequentare prima della nascita e continuano a farlo anche dopo“.

Il parto a casa oggi è sempre più richiesto per i comfort e la qualità del risultato sia sul piano emotivo che sanitario in quanto, la maggior parte delle donne che fa questa scelta, ha meno necessità di interventi medicalizzati non necessari, minor ricorso ai farmaci e tecniche antalgiche farmacologiche, minori fonti di stress sia per i genitori che per il feto neonato a cui viene garantita la non separazione dopo la nascita.

Io ho partorito a casa e ritengo che questa possibilità debba essere offerta a tutti con un supporto economico da parte del sistema sanitario senza creare cittadini di serie B – afferma Stefania Merlino, fondatrice del comitato Freedom 4Birh – a maggior ragione perchè rientra nei protocolli sanitari di molte regioni italiane proprio perchè favorisce una gestione ottimale della gravidanza. In Lombardia questo non accade. Io sono pienamente soddisfatta dell’assistenza ricevuta e posso dire che io un parto lo rifarei perchè ho vissuto tutti gli aspetti belli di quel momento“. Per chi fosse interessato a partecipare a Freedom 4Birh questa è la mail: rimborso.nascitaacasa.lomb@gmail.com

Tra le Regioni più attrezzate sia economicamente che strutturalmente per aiutare le mamme, c’è la regione Emilia Romagna.

L’alternativa all’ospedale oggi è quindi sia la propria abitazione che la Casa della nascita, ma molti ospedali hanno aperto spazi più confortevoli e simili all’ambiente domestico nelle loro strutture.

Vivere il parto come un momento di relazione è dunque fondamentale per la coppia, per la comunicazione tra donne, per l’importanza che questo evento assume nella vita di una famiglia e quindi anche degli altri figli, quando ci sono.

La presenza del padre durante il parto è una scelta della coppia, il suo supporto presenta diverse sfaccettature sia psicologiche che fisiche di supporto alla donna, ma ciò che importa è vivere insieme la relazione con il nascituro.

Una delle opportunità straordinarie che offre il parto a casa – aggiunge Stefania Merlinoè il fatto che nessuno ci allontana dal nostro bambino quindi si riesce ad entrare subito in relazione e a costruire un rapporto“.

Sembra poco rilevante, ma non lo è affatto perchè non è così scontato il legame con un figlio, ha bisogno di tempo e conoscenza perchè, in fondo, per quanto sentiamo di conoscerlo perchè parte di noi, si tratta di un’altra persona e la sua “venuta alla luce”, al nostro sguardo, è ciò che fa la differenza tra come lo immaginavamo e chi realmente è.

Melina Scalise, ogni riproduzione è vietata senza citare l’autore

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giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

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