La biblioteca a casa

Ma quanto fa casa una libreria? Me la immagino con libri, oggetti anche insignificanti sparsi qua e là, alcuni spazi vuoti, un bicchiere con un fiore, un post attaccato per ricordarsi una cosa e una pila disordinata di giornali con qualche fotografia?

Sembra banale, ma se c’è un mobile della casa che racconta di te più di altri è proprio la tua libreria. In un bel libro di Roberto Calasso, scrittore e titolare della casa editrice Adelphi, “Come ordinare una biblioteca” si trovano spunti e riflessioni su cosa rappresenta un biblioteca. Si tratta di una sorta di architettura del pensiero di chi la possiede che testimonia non solo i libri letti, ma anche quelli acquistati e rimasti lì con tutte le nostre buone intenzioni di sfogliargli e leggerli prima o poi. Poi ci sono i libri regalati, quelli della cucina preferita, i manuali per cercare di cavarcela in qualche modo, e qualche foglietto che sbuca sempre come un frammento di memoria.

Chi prova a dare un ordine ai propri libri deve al tempo stesso riconoscere e modificare una buona parte del suo paesaggio mentale – scrive Calasso – Impresa delicata, piena di sorprese e di scoperte, priva di soluzione.(….) Un ordine perfetto è impossibile, semplicemente perchè c’è l’entropia. Ma senza ordine non si vive. Con i libri, come per tutto il resto, occorre trovare una via tra queste due frasi”.

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E’ per questa ragione che ho deciso di dedicare una sezione de Il Bello di casa alla libreria e ai libri e ogni tanto non vi parlerò solo di scaffali, ma del bello di poter leggere uno degli oggetti più densi di storia di una casa: un libro.

In attesa di dedicarci al contenuto della libreria ecco alcuni suggerimenti interessanti.

La libreria arreda ogni soggiorno, meglio corredarla di un angolo per la lettura che sia il divano, o una sedia comoda con la luce adatta o un finestra vicina. Un piccolo tavolo non deve mai mancare per poggiare un quaderno degli appunti, un bicchiere, una tazza.

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Il momento della lettura è intimo. Il libro, a differenza della lettura su un computer o tablet, è meno distratta da notifiche, ma ha a che fare con l’oggetto, con un corpo. Sulla carta ci sono solo le parole. Il libro è qualcosa che non ci fa perdere il contatto, il tatto, e non usa solo la vista che ci pone di fronte alla “cosa”. Con il libro “ci portiamo” la storia, la narrazione cammina con noi ovunque e in qualunque posto noi possiamo trovare l’energia per girare la pagina e lasciarci trasportare dagli accadimenti, dal racconto. Il libro dà peso alle parole e noi abbiamo bisogno di peso perchè siamo peso, l’immagine della parola da computer è una relazione diversa, l’immagine è comunque il risultato di un distacco (noi e l’altro che vediamo davanti a noi), ma da computer l’immagine arriva da un monitor che spesso non tocchiamo, l’immagine e il peso invece in un libro stanno inesorabilmente insieme e ovunque noi possiamo muoverci insieme senza bisogno di altra energia se non la nostra. Il libro è come se portassimo in braccio e le parole diventano quasi parte di noi.

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Su un libro possiamo segnare un appunto, sottolineare un passaggio e ritrovarlo quando vogliamo a supportarci quando la memoria ci lascia. Il libro può anche sorprenderci quando, a volte, risfogliamo le sue pagine e scopriamo perchè la pensiamo esattamente in quel modo ritrovando un passaggio che abbiamo fatto nostro ed invece era lì. La raggiungibilità del messaggio su carta è alla portata di mano di un oggetto qualsiasi, di un corpo qualsiasi. Il messaggio su tablet, computer, telefono, è subordinato al mezzo e alla sua energia che è indipendente da noi tanto quanto il suo possesso è spesso relativo. Quindi, nonostante tutti i meriti e le buone rivoluzioni del digitale, il rapporto con la parola e la carta resta una relazione speciale e unica.

Le librerie acquistano valore più per il contenuto che per la loro struttura. Sono sempre belle quelle in legno, meno interessanti quelle con libri impilabili e scomposte che giocano con l’aspetto estetico e decorativo, ma spesso perdono di funzionalità.

Non avete posto per i libri? A volte può bastare anche una mensola che corre sopra le vostre teste, sopra una porta per goderci tutto il piacere di girare lo sguardo e far cadere l’occhio esattamente su un titolo, un autore o una parola che in quel momento ci viene in soccorso.

Se ami le biblioteche ecco un sito che ti permette di conoscere le biblioteche nella tua città o regione: clicca

Ecco a voi un pò di idee sulle librerie.

Pubblicato da

giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

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