Tappeti e dintorni

Chi non ha un tappeto in casa? Può essere lo zerbino, lo scendiletto, il tappeto da salotto, il tappeto per il bagno o la cucina e via così. Per rendere accogliente e “caldo” un angolo di casa, il tappeto non può mancare. Ci si può sdraiare sopra, poggiare i piedi, pulirsi le scarpe o usarlo per proteggere il pavimento, per insonorizzare, per scaldare o semplicemente può essere funzionale perchè, in un attimo, può cambiare i colori di una stanza: con facilità, puoi cambiarlo quando vuoi, in base al tuo umore inseguendo facilmente l’evolversi dei tuoi gusti con una spesa minima. Il tappeto, insieme alla tenda è come un foulard, una sciarpa da tenere al collo per completare il proprio look.

La parola tappeto secondo gli studiosi di etimo deriva dalla parola coperta, dal greco tapes, plurale tapetas, in cui il suffisso ta-tab, pare arrivi dal persiano in cui tabek significava tappeto e filare si diceva tabidan da cui deriva anche il termine taffetà che è un tipo di tessuto. Usiamo il nome tappeto non solo per indicare il tipico tessuto intrecciato da mettere sui pavimenti di una casa, ma anche per dire che qualcuno ci ha messo a terra (messo a tappeto) o che qualcuno è degno di considerazione dicendo al suo arrivo è stato steso il tappeto rosso, dove il colore indica potere e nobiltà.

La parola zerbino, invece, con cui si intende il tappeto che si mette davanti all’uscio di casa, deriva dall’arabo zirbiy che significa tappeto, cuscino, ma questo termine è anche usato per indicare un giovane bellimbusto (questo è per esempio il nome del principe di Scozia nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto un principe sempre vestito di tutto punto per attrarre). Resta che oggi se usiamo l’espressione sei uno zerbino è per dire che qualcuno si mette ai piedi di qualcun altro e l’estetica passa nettamente in secondo piano in quanto non risulta un comportamento atto ad avere benevolenza da una donna, quanto da un personaggio con dei poteri.

Il tappeto richiama alla memoria nella nostra cultura l’oriente e nell’immaginario il tappeto volante di Aladino. Chissà quanti da bambini hanno sognato di poter volare su un tappeto volante! E’ come volare con i piedi per terra, senza rinunciare al nostro essere uomini cercando di imitare gli uccelli: volare con il nostro pezzo di mondo sotto i piedi, il nostro posto, il nostro fazzoletto di spazio.

Nell’era del web, il tappeto è sempre più diventato tappetino perchè ospita lo spazio del topo, ovvero del nostro mouse. E’ lui che naviga attraverso la nostra mano come Aladino, ma nella galassia del web e per scendere basta un click.

Nell’era del Coronavirus purtroppo abbiamo anche l’esigenza di tappeti memorandum come questi prodotti da un’azienda tedesca che propone una gamma molto divertente di tappeti su misura, lavabili in lavatrice e personalizzabili (scopri).

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Ma per fortuna ci sono anche tappeti divertenti e stampati su misura come questi che ci possono far stare lontani gli altri, ma per buoni motivi….

ma anche tappeti che ci fanno sognare……………

e porteranno fortuna….

Pubblicato da

giornalista professionista, psicologa, curatrice d'arte, scrittrice

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