L’origine della parola casa

La parola casa deriva dal sanscrito Ska che significa coperto, da cui deriva anche la parola cielo in inglese, Sky. Il termine è correlato a Skad e Chad e Chaya che, sempre in questa lingua antica, significa ombra. In pratica la casa non è altro che un rifugio dal sole, un luogo che ci ripara […]

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FILI MERIDIANI una rete per la Calabria

La pandemia ha costretto molti giovani italiani studenti o lavoratori all’estero a tornare nelle proprie terre. In pieno lock down, alcuni giovani professionisti che si sono ritrovati in Calabria a ripensare a nuovi scenari e prospettive future hanno deciso di restare nella loro Terra e ripensare al suo rilancio fondando un’associazione Fili Meridiani con il fine di offrire supporto e visibilità a tutto il meglio del made in Calabria. A voi una delle nuove storie di impegno sociale e rilancio economico di aree d’interesse paesaggistico, storico e turistico della nostra Italia.

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Il paesaggio in 67 sguardi

Il paesaggio è quanto può cambiare il nostro modo di percepire e vivere. Nel libro Il Paesaggio tra fotografia e parola edito da Topffer per la collana Prototypia a cura di Roberto Besana con sue fotografie e introduzione di Melina Scalise si sviscerano alcuni aspetti interessanti del “paesaggio” contemporaneo. ” …il paesaggio è la scena su cui cade il nostro sguardo oltre la nostra dimensione più prossima, che sia il nostro corpo, la nostra stanza, la nostra casa (…) e non si identifica con l’ambiente, la Natura, ma è una sua rappresentazione ed elaborazione. E’ nello spazio del paesaggio che si consuma l’interazione tra l’Uomo e la Natura, in quella visione dicotomica che spesso viviamo erroneamente come contrapposizione, ma che è solo necessaria alla nostra semplificazione della complessità. …Oggi più che mai abbiamo bisogno di ripensare a questo territorio che chiamiamo “paesaggio” perchè dietro quell’apparire c’è tutta la nostra voglia di starci e di esserci in questo paesaggio”.

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da megalopoli a città diffuse

Quale futuro ci aspetta dopo il Covid? I tavoli da lavoro sul tema sono tanti. In relazione alle città del futuro si prospetta una politica di gestione che si fonda sul concetto di “città diffusa”. L’Italia è una penisola caratterizzata da tanti piccoli borghi e si ripensa alla città sul modello dell’efficienza e della sostenibilità adottando innanzitutto il modello “la città da 15 minuti” ovvero di creare piccoli centri sparsi autosufficienti sul piano degli approvvigionamenti e dell’offerta di servizi.

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IL bello di casa per Guia Medolla e’ : il dettaglio

Prosegue il contest “Il bello di casa è….” e la fotografa Guia Medolla ci propone una riflessione sull’importanza del dettaglio. L’occhio di Guia riporta alla memoria gli interni di quadri in particolare del Seicento, ma i cui temi sono ricorrenti in tutta la pittura con un chiaro riferimento alla casa come luogo del possesso terreno, della natura morta (che sfugge alla dinamicità della vita in movimento), dell’effimero, della caducità della vita e al luogo e spazio della donna. Ovvero la casa come luogo di ricami, di confidenze, di rapporti intessuti con il mondo con il distacco che all’epoca si confaceva alle nobildonne per le quali, stare dietro le finestre era sinonimo di protezione del loro corpo e della loro integrità morale e verginità.

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Tappeti e dintorni

Chi non ha un tappeto in casa? Può essere lo zerbino, lo scendiletto, il tappeto da salotto, il tappeto per il bagno o la cucina e via così. Usiamo il nome tappeto non solo per indicare il tipico tessuto intrecciato da mettere sui pavimenti di una casa, ma anche per dire che qualcuno ci ha messo a terra.
Nell’era del web, il tappeto è sempre più diventato tappetino perchè ospita lo spazio del topo, ovvero del nostro mouse. E’ lui che naviga attraverso la nostra mano come Aladino, ma nella galassia del web e per scendere basta un click.

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Strane architetture

Gli edifici sono espressione di un pensiero, di un modo di porsi al mondo, di rapportarsi con lo spazio, ma anche con il desiderio, con il bisogno dell’uomo di immaginarsi in un mondo diverso da quello naturale e quindi esternare e concretizzare ciò che si ha dentro, nel nostro immaginario. Rompere la regola, sovvertire il canone, muovere lo spazio per aprire finestre a nuovi luoghi possibili è ciò che aiuta l’individuo ad accettare il limite.

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Il bello di casa per la fotografa Sarchini

Il bello di una casa è anche godere del panorama che si può osservare dalle sue finestre, balconi o terrazzi. Lo sappiamo bene da quando il Coronavirus ci ha costretto a vivere rinchiusi. Avere uno sguardo sul mondo, una prospettiva che ci aiuta a portare lo sguardo il più possibile verso l’infinito è un supporto spirituale importante. Il guardare lontano, in qualche misura è come se ci aiutasse ad avere “respiro” infatti è questa la misura che usiamo per capire se qualcuno ci sta troppo vicino usando l’espressione: “non ci lascia respirare”. Lo spazio tra noi è il mondo, del resto, si genera proprio nel momento in cui noi iniziamo a respirare, in altre parole, quando nasciamo e ci separiamo dal corpo di nostra madre. Cos’altro è se non cambiar casa questo passaggio dal corpo materno al mondo? Per il contest IL BELLO DI CASA, la fotografa Donatella Sarchini ci ha invitato a guardare fuori dalla sua finestra.

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L’isola della colpa in libreria

Oggi nella libreria de Il bello di Casa – Un romanzo che apre una serie di quesiti sulla società, la fede, la sessualità. E’ scritto da una coppia, marito e moglie e questo rende persino intrigante cercare di immaginare chi ha scritto alcuni dei personaggi. L’Isola della colpa di Paolo Lagazzi, critico letterario e scrittore e Daniela Tomerini scrittrice e artista, è un libro che vi riserva un colpo di scena finale. Esiste una sola domanda al mondo che accomuna tutti gli esseri umani: “Perché?”. E’ per dare una risposta a questo quesito che sono state compiute le più grandi scoperte della storia, ma anche evidenziati i nostri limiti. L’isola della colpa, attraverso un intreccio di vite, ci invita a riflettere su quanto sia difficile accettare la bellezza nel degrado, quanto sia labile il confine tra l’amore e l’odio, quanto l’invidia possa trasformare l’Uomo e la Fede e non riuscire comunque a silenziare tutte le domande esistenziali.

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La biblioteca a casa

Ma quanto fa casa una libreria? Me la immagino con libri, oggetti anche insignificanti sparsi qua e là, alcuni spazi vuoti, un bicchiere con un fiore, un post attaccato per ricordarsi una cosa e una pila disordinata di giornali con qualche fotografia? Sembra banale, ma se c’è un mobile della casa che racconta di te più di altri è proprio la tua libreria. In un bel libro di Roberto Calasso, scrittore e titolare della casa editrice Adelphi, “Come ordinare una biblioteca” si trovano spunti e riflessioni su cosa rappresenta un biblioteca. Si tratta di una sorta di architettura del pensiero di chi la possiede che testimonia non solo i libri letti, ma anche quelli acquistati e rimasti lì con tutte le nostre buone intenzioni di sfogliargli e leggerli prima o poi. Poi ci sono i libri regalati, quelli della cucina preferita, i manuali per cercare di cavarcela in qualche modo, e qualche foglietto che sbuca sempre come un frammento di memoria.

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Il bello di casa per Simontacchi: vivere nella natura

Nell’ambito del contest Il bello di casa, ho chiesto di inviarmi delle foto rappresentative di cosa sia bello in una casa. Mauro Simontacchi ci invita a riflettere sul ritorno alla natura con una netta rinuncia ad alcune comodità a favore di una vita da trascorrere più all’aperto. Per Mauro il bello di casa è avere la possibilità di vivere più tempo fuori dalle mura domestiche a contatto con la natura.

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