Il bello di casa per la fotografa Livini: il balcone

Si continua a “restare a casa” e mi sono chiesta quanto questo periodo di pandemia stia cambiando il modo di vedere e vivere la casa. Con il contest fotografico Il bello di Casa ho invitato i fotografi a rappresentarmi cosa è, per loro, bello in una casa. La fotografa Mimma Livini ci propone un modo diverso di vivere il balcone, di colorarlo con le piante, di avere cura del verde, del piacere di godere l’aria aperta in uno spazio privato.

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La casa può essere social

La casa oggi può essere social ovvero un luogo dell’abitare, anche transitorio, dove poter condividere esperienze e trovare soluzioni a situazioni temporanee di esigenza abitativa ed inserimento sociale. E’ quanto si trova su un portale unico in Italia aperto nel 2019 da Fondazione Compagnia di San Paolo Io abito social. Il nome del sito comprende due concetti importanti: la scelta individuale di “abitare social” e la possibilità di abitare in un contesto che facilita l’inserimento sociale e non solo andando incontro ad esigenze di tipo economico con affitti calmierati.

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La casa di campagna: il cottage

Architettura della casa, una testimonianza sui cottage inglesi.

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La casa e il legno: il museo Riva 1920

Ci sono solo due materiali naturali che ci “portano a casa”: la pietra e il legno. Se con la pietra abbiamo costruito cattedrali, con il legno abbiamo soprattutto costruito le case e i suoi arredi. Un arredo in legno scalda l’ambiente, rilascia profumi e contribuisce a creare un’atmosfera naturale e rilassante. Sono andata a conoscere un’azienda che da più di 100 anni lavora il legno per l’arredo della casa preservandole valore e storia: Riva 1920 e il suo Museo del legno.
Maurizio Riva titolare e designer si è fatto portavoce non solo della storia dell’azienda di famiglia da tre generazioni, ma anche del valore del legno nell’abitare attraverso un percorso straordinario all’interno del Museo del legno, costituito da uno show room al piano terreno e da altri due piani espositivi e conviviali. Qui conserva più di 5000 pezzi tra strumenti di lavorazione del legno, utensili, libri da collezione, legni provenienti da tutto il mondo e una collezione di biciclette dei mestieri tutte da scoprire.

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Finestre fotovoltaiche una scoperta italiana

Finestre che producono energia? Sono possibili grazie a una scoperta tutta italiana. Due professori e ricercatori dell’Università Bicocca: Franco Meinardi, fisico della materia, esperto in fotonica molecolare e il professore Sergio Brovelli, scienziato dei materiali esperto di nanotecnologie hanno unito le loro esperienze e progettato dei vetri semitrasparenti capaci di catturare l’energia solare. Allo stato attuale di sperimentazione questa scoperta potrebbe risolvere soprattutto i problemi energetici di molti edifici che non dispongono di tetti con grandi superfici come, per esempio, i grattacieli. La sua applicazione potrebbe favorire l’osservazione di una normativa europea che chiede, a partire dal 2020, che, le nuove costruzioni debbano essere autonome energeticamente, nell’ottica di un futuro sempre più sostenibile e con uso di fonte energetiche per lo più rinnovabili.

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La Home: la casa nel web

Il bello di casa è che l’Uomo ha bisogno di un luogo dove sentirsi a casa ovunque e questo vale anche per il web dove, non a caso, si visitano e costruiscono le home. Oggi abitiamo tre dimensioni: la casa dove viviamo, quella fisica, che chiamiamo anche abitazione che si estende fino alla nostra città, nazione e Paese; il nostro corpo dove vive il nostro mondo interiore (è la casa dell’Io o dell’Es rivelatoci sotto le sue numerose sfaccettature con la psicoanalisi, nel 900, dove domina la dimensione onirica e inconscia ed è la casa dei nostri ricordi e delle nostre emozioni); e poi, negli ultimi decenni, ci siamo trovati un’altra casa immateriale che è quella del web. Lì, anche non hai un tuo sito (luogo) e dunque Home personale hai comunque una casa dove tornare che è la Home del tuo motore di ricerca, Browser (navigatore come Google per esempio). In pratica se non possiedi una casa personale, hai comunque un mezzo per navigare (una barca), da cui accedi attraverso un porta e possiedi un indirizzo, che equivale a una targa. O ci abiti o lo navighi come un nomade.

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La portineria del futuro

Molti di coloro che abitano in città vivono in un condominio e molti di questi complessi residenziali hanno un servizio di portineria. Vi ricordate le portinaie o i portinai di una volta? Scopa in mano, una chiacchiera con tutti, un segreto in tasca, una lettera che qualche volta si perdeva, una citofonata per lamentarsi del vicino. Ebbene molte di queste sono state chiuse per ridurre i costi di mantenimento di uno o due lavoratori fissi e di appartamenti ad uso famigliare a carico di tutti gli inquilini. Sono stati, in molti casi, sostituiti da imprese di pulizie e citofoni con videocamera. Oggi il servizio portineria ritorna rinnovato e cambia volto e nome. Si chiama conciergerie. Potreste obiettare, “non siamo in Francia e soprattutto non stiamo parlando di in un Hotel” ed io potrei rispondere, ma io non sto parlando più di condomini (persone che condividono la casa in un unico edificio con-domus), ma di complessi residenziali che condividono, oltre allo stabile ad uso abitativo anche la sala meeting, la sala co-working, la palestra, la sala giochi, la cantina, la sala hobby, il parco auto, la Spa, il solarium, la piscina, il roof garden, l’autolavaggio e via così.

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L’ingegno contro la pandemia

Il Covid 19, che ha sconvolto il nostro modo di vivere, ha stimolato la ricerca non solo nel settore farmaceutico. A distanza di più di un anno dalla sua diffusione, sono stati scoperti dei vaccini, ma anche trovate soluzioni per sanificare l’aria che respiriamo in casa o in ufficio.

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E se mi scadesse il tavolo?

E’ possibile uno sviluppo che tuteli l’ambiente? Qualcuno cercò di dare una risposta e pensò a come vendere materiali e non prodotti. Immaginò un mondo dove le aziende, per esempio, non vendevano tavoli, ma il legno di cui erano fatti. Immaginò che quando si sarebbero usurati, l’azienda li avrebbe ripresi per sostituirli all’acquirente al fine […]

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