da megalopoli a città diffuse

Quale futuro ci aspetta dopo il Covid? I tavoli da lavoro sul tema sono tanti. In relazione alle città del futuro si prospetta una politica di gestione che si fonda sul concetto di “città diffusa”. L’Italia è una penisola caratterizzata da tanti piccoli borghi e si ripensa alla città sul modello dell’efficienza e della sostenibilità adottando innanzitutto il modello “la città da 15 minuti” ovvero di creare piccoli centri sparsi autosufficienti sul piano degli approvvigionamenti e dell’offerta di servizi.

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La casa e il legno: il museo Riva 1920

Ci sono solo due materiali naturali che ci “portano a casa”: la pietra e il legno. Se con la pietra abbiamo costruito cattedrali, con il legno abbiamo soprattutto costruito le case e i suoi arredi. Un arredo in legno scalda l’ambiente, rilascia profumi e contribuisce a creare un’atmosfera naturale e rilassante. Sono andata a conoscere un’azienda che da più di 100 anni lavora il legno per l’arredo della casa preservandole valore e storia: Riva 1920 e il suo Museo del legno.
Maurizio Riva titolare e designer si è fatto portavoce non solo della storia dell’azienda di famiglia da tre generazioni, ma anche del valore del legno nell’abitare attraverso un percorso straordinario all’interno del Museo del legno, costituito da uno show room al piano terreno e da altri due piani espositivi e conviviali. Qui conserva più di 5000 pezzi tra strumenti di lavorazione del legno, utensili, libri da collezione, legni provenienti da tutto il mondo e una collezione di biciclette dei mestieri tutte da scoprire.

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Finestre fotovoltaiche una scoperta italiana

Finestre che producono energia? Sono possibili grazie a una scoperta tutta italiana. Due professori e ricercatori dell’Università Bicocca: Franco Meinardi, fisico della materia, esperto in fotonica molecolare e il professore Sergio Brovelli, scienziato dei materiali esperto di nanotecnologie hanno unito le loro esperienze e progettato dei vetri semitrasparenti capaci di catturare l’energia solare. Allo stato attuale di sperimentazione questa scoperta potrebbe risolvere soprattutto i problemi energetici di molti edifici che non dispongono di tetti con grandi superfici come, per esempio, i grattacieli. La sua applicazione potrebbe favorire l’osservazione di una normativa europea che chiede, a partire dal 2020, che, le nuove costruzioni debbano essere autonome energeticamente, nell’ottica di un futuro sempre più sostenibile e con uso di fonte energetiche per lo più rinnovabili.

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La portineria del futuro

Molti di coloro che abitano in città vivono in un condominio e molti di questi complessi residenziali hanno un servizio di portineria. Vi ricordate le portinaie o i portinai di una volta? Scopa in mano, una chiacchiera con tutti, un segreto in tasca, una lettera che qualche volta si perdeva, una citofonata per lamentarsi del vicino. Ebbene molte di queste sono state chiuse per ridurre i costi di mantenimento di uno o due lavoratori fissi e di appartamenti ad uso famigliare a carico di tutti gli inquilini. Sono stati, in molti casi, sostituiti da imprese di pulizie e citofoni con videocamera. Oggi il servizio portineria ritorna rinnovato e cambia volto e nome. Si chiama conciergerie. Potreste obiettare, “non siamo in Francia e soprattutto non stiamo parlando di in un Hotel” ed io potrei rispondere, ma io non sto parlando più di condomini (persone che condividono la casa in un unico edificio con-domus), ma di complessi residenziali che condividono, oltre allo stabile ad uso abitativo anche la sala meeting, la sala co-working, la palestra, la sala giochi, la cantina, la sala hobby, il parco auto, la Spa, il solarium, la piscina, il roof garden, l’autolavaggio e via così.

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L’ingegno contro la pandemia

Il Covid 19, che ha sconvolto il nostro modo di vivere, ha stimolato la ricerca non solo nel settore farmaceutico. A distanza di più di un anno dalla sua diffusione, sono stati scoperti dei vaccini, ma anche trovate soluzioni per sanificare l’aria che respiriamo in casa o in ufficio.

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E se mi scadesse il tavolo?

E’ possibile uno sviluppo che tuteli l’ambiente? Qualcuno cercò di dare una risposta e pensò a come vendere materiali e non prodotti. Immaginò un mondo dove le aziende, per esempio, non vendevano tavoli, ma il legno di cui erano fatti. Immaginò che quando si sarebbero usurati, l’azienda li avrebbe ripresi per sostituirli all’acquirente al fine […]

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