Finestre fotovoltaiche una scoperta italiana

Finestre che producono energia? Sono possibili grazie a una scoperta tutta italiana. Due professori e ricercatori dell’Università Bicocca: Franco Meinardi, fisico della materia, esperto in fotonica molecolare e il professore Sergio Brovelli, scienziato dei materiali esperto di nanotecnologie hanno unito le loro esperienze e progettato dei vetri semitrasparenti capaci di catturare l’energia solare. Allo stato attuale di sperimentazione questa scoperta potrebbe risolvere soprattutto i problemi energetici di molti edifici che non dispongono di tetti con grandi superfici come, per esempio, i grattacieli. La sua applicazione potrebbe favorire l’osservazione di una normativa europea che chiede, a partire dal 2020, che, le nuove costruzioni debbano essere autonome energeticamente, nell’ottica di un futuro sempre più sostenibile e con uso di fonte energetiche per lo più rinnovabili.

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La Home: la casa nel web

Il bello di casa è che l’Uomo ha bisogno di un luogo dove sentirsi a casa ovunque e questo vale anche per il web dove, non a caso, si visitano e costruiscono le home. Oggi abitiamo tre dimensioni: la casa dove viviamo, quella fisica, che chiamiamo anche abitazione che si estende fino alla nostra città, nazione e Paese; il nostro corpo dove vive il nostro mondo interiore (è la casa dell’Io o dell’Es rivelatoci sotto le sue numerose sfaccettature con la psicoanalisi, nel 900, dove domina la dimensione onirica e inconscia ed è la casa dei nostri ricordi e delle nostre emozioni); e poi, negli ultimi decenni, ci siamo trovati un’altra casa immateriale che è quella del web. Lì, anche non hai un tuo sito (luogo) e dunque Home personale hai comunque una casa dove tornare che è la Home del tuo motore di ricerca, Browser (navigatore come Google per esempio). In pratica se non possiedi una casa personale, hai comunque un mezzo per navigare (una barca), da cui accedi attraverso un porta e possiedi un indirizzo, che equivale a una targa. O ci abiti o lo navighi come un nomade.

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La portineria del futuro

Molti di coloro che abitano in città vivono in un condominio e molti di questi complessi residenziali hanno un servizio di portineria. Vi ricordate le portinaie o i portinai di una volta? Scopa in mano, una chiacchiera con tutti, un segreto in tasca, una lettera che qualche volta si perdeva, una citofonata per lamentarsi del vicino. Ebbene molte di queste sono state chiuse per ridurre i costi di mantenimento di uno o due lavoratori fissi e di appartamenti ad uso famigliare a carico di tutti gli inquilini. Sono stati, in molti casi, sostituiti da imprese di pulizie e citofoni con videocamera. Oggi il servizio portineria ritorna rinnovato e cambia volto e nome. Si chiama conciergerie. Potreste obiettare, “non siamo in Francia e soprattutto non stiamo parlando di in un Hotel” ed io potrei rispondere, ma io non sto parlando più di condomini (persone che condividono la casa in un unico edificio con-domus), ma di complessi residenziali che condividono, oltre allo stabile ad uso abitativo anche la sala meeting, la sala co-working, la palestra, la sala giochi, la cantina, la sala hobby, il parco auto, la Spa, il solarium, la piscina, il roof garden, l’autolavaggio e via così.

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L’ingegno contro la pandemia

Il Covid 19, che ha sconvolto il nostro modo di vivere, ha stimolato la ricerca non solo nel settore farmaceutico. A distanza di più di un anno dalla sua diffusione, sono stati scoperti dei vaccini, ma anche trovate soluzioni per sanificare l’aria che respiriamo in casa o in ufficio.

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E se mi scadesse il tavolo?

E’ possibile uno sviluppo che tuteli l’ambiente? Qualcuno cercò di dare una risposta e pensò a come vendere materiali e non prodotti. Immaginò un mondo dove le aziende, per esempio, non vendevano tavoli, ma il legno di cui erano fatti. Immaginò che quando si sarebbero usurati, l’azienda li avrebbe ripresi per sostituirli all’acquirente al fine […]

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